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ILMESSAGGERO.IT - Alessandro Monteverde | Il Crecas continua il suo cammino in testa al girone A di Eccellenza, lasciandosi alle spalle quelle big che negli scontri diretti, hanno sempre ceduto il passo alla formazione rossoblu.

Una cavalcata impressionante finora, come quella che domenica contro l’Unipomezia ha portato al gol Michele Gallaccio, mattatore del big match giocatosi al Torlonia.

Michele domenica un gol decisivo per continuare a sognare…

“Quando arrivano i tre punti grazie ad un tuo gol, la gioia è sicuramente doppia. Era una partita molto importante, contro un avversario forte. Abbiamo lavorato molto in settimana, sapevamo che andavamo ad affrontare una delle squadre più accreditate del girone. L’obiettivo era quello di confermarci negli scontri diretti, ci siamo riusciti. Ora guardiamo avanti”.

Con la vittoria di ieri avete messo a nove punti di distanza una corazzata come l’Unipomezia, data da molti come la favorita del girone. Che segnale è?

“Nove punti possono sembrare tanti, ma per esperienza personale posso dire che non sono nulla a questo punto della stagione. È presto per parlare di una volata tra le squadre che ora sono in testa. Sicuramente è un segnale forte, quello di aver incontrato tutte le big – Ciampino a parte, e aver perso solo una partita con il Monte Grotte Celoni”.

Spesso si sottolineano le vittorie per merito dei singoli. Nel caso del Crecas vengono in mente le punizioni di Palermo, ieri una tua giocata ha deciso la gara. Tuttavia la vostra forza sembra davvero essere quella di un gruppo unito e compatto…

“Assolutamente, siamo una squadra molto solida che fa dello spirito di sacrificio in ogni partita il suo punto di forza. È normale che quando hai giocatori bravi nella rosa, le giocate del singolo escano fuori e ti aiutino a vincere. Il mister è stato fondamentale a trasmetterci la giusta mentalità, cosa che reputo fondamentale. Penso alla mia esperienza al Chelsea dove ho incontrato un grande motivare come Mourinho, un maestro nel lavorare nella testa dei giocatori e farli rendere al meglio”.

Hai sposato il progetto del Crecas, sei alla terza stagione in rossoblu. Hai trovato la giusta dimensione?

“Si sicuramente, devo molto alla società e al Presidente. Sono persone che meritano di raggiungere traguardi importanti, così come quei ragazzi che sono qui da diverse stagioni. Penso a Calabresi e Passiatore. Persone e compagni straordinari, oltre che grandi giocatori”.

Cosa c’è nel futuro di Michele Gallaccio? Hai mai pensato ad una seconda carriera nel calcio che non sia quella da calciatore, magari proprio nel Crecas…?

“In questo momento penso solo al campo e non riesco a vedermi in un’ottica diversa. Ma non voglio precludermi niente. Se il progetto del Crecas continuerà negli anni, cosa che mi auguro con tutto il cuore, sicuramente farne parte sarà un piacere”.